senza un'idea non ci si alza dal letto

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venerdì, 15 maggio 2009

questa fottutissima piattaforma mi ha appena mangiato un post. non che fosse un post storico e decisivo nella storia interplanetaria dei blog, però giran sempre i coglioni.
in quel post lì dicevo che vado a correre quasi tutti i giorni da un paio di settimane. ognuno col suo ipod, io in quello grosso ascolto una playlist con dalla, fossati, de gregori che ho chiamato hit-it (sarà da matti ma quando mi passa pezzi tipo "la disciplina della terra" io mi gaso moltissimo), lei con quello verde piccolo. sente sempre i prodigy. corriamo in silenzio, misurando respiri e battiti. ogni tanto ci guardiamo, ridiamo e battiamo un cinque.
finito di correre facciamo stretching e mangiamo insalata, mangio un sacco di insalata che veramente, non me ne capacito, anche se qualche schifezza la aggiungo sempre. prima dell'insalata vado a comprare da mangiare al cane e al gatto, e ogni volta mi sorprendo di quanto cazzo sbafino quei mangia pane a tradimento. in realtà il pane lo scagano, vogliono crocchette e scatolette a gogò. che a dirla tutta li amo spassionatamente, ma più la gatta. le prendo il muso tra le mani, la guardo fissa negli occhi e le dico "a che cazzo pensi? dimmi a che cazzo pensi". lei non risponde mai, fa le fusa e si butta sul giornale che sto leggendo per farsi accarezzare la pancia. mi sa che il cane se n'è accorto che ho una predilezione per la gatta, anche se con lui dal veterinario ci siamo divertiti di brutto.
non ho una mazza da fare a parte rimandare la scrittura di recensioni noiosissime di volumi sulla geopolitica dell'asia orientale, cambiare sifoni rotti della doccia, andare a convegni in posti bellissimi e fare l'autista di presidi di facoltà che si spera sgancino un cazzo di assegno di ricerca. nel frattempo forse qualcosa si muove ma forse ma forse. sempre nel frattempo preparo insieme a mia madre torte cioccolato&pere che se avessi dieci anni meno mi butterei in pasticceria. anche fare cocktail casalinghi mi viene benissimo, tipo lo spritz e il mojito. altro che i vostri intrugli di merda a 6 euro con la pizzetta surgelata.
leggo le inchieste di R2 su repubblica la sera a letto. l'abbiocco arriva secco e puntuale verso le ultime dieci righe. ascolto poca musica e in maniera abbastanza disordinata. i marta sui tubi dal vivo spaccano e io lo sapevo che le magliette con la scritta "sushi e coca" sarebbero finite in fretta. e infatti son finite ma vabbeh, ci rifaremo.
ogni tanto, la mattina presto, penso alle ragazze che ho avuto. alcune le ricordo con molto affetto, altre con meno. ripenso a situazioni che accettavo consapevolemente. sapevo in maniera cosciente che accettavo cose e rapporti un po' del cazzo in attesa di qualcosa di meglio. ed era colpa mia, lo sapevo e lo so. me ne dovrò ricordare se mai capiterà di ritrovarmi in situazioni che "no, va bene tutto ma così no".
tra pochi giorni compio trentanni e quasi non me ne ricordo, non me ne rendo conto. forse perché quando stai bene le cose accessorie della vita hanno poco peso. pochi giorni dopo aver compiuto trentanni andrò in sicilia e lì voglio solo una cosa: starmene su una spiaggia vuota pensando che per i prossimi cento anni mi bastate tu, il mare e la musica.

Postato da: senzaidee a 13:26 | link | commenti (12)

giovedì, 14 maggio 2009

domani scrivo qualcosa di sensato, lo prometto.

Postato da: senzaidee a 18:21 | link | commenti (1)

lunedì, 11 maggio 2009

la prova più tangibile di questa monogamia che sta pervadendo la mia vita è negli ultimi 10 sms ricevuti: 6 di mia madre che mi vede poco e 4 della causa della sunnominata monogamia.

Postato da: senzaidee a 18:02 | link | commenti (7)

giovedì, 07 maggio 2009

in tutto questo io non sono andato a roma perché andare a roma era troppo un casino, quindi sono andato a mangiare e bere un sacco tra le colline del monferrato. ecco, voi credo non abbiate idea di quanto sia difficile recuperare un quotidiano in quelle zone, nei bar hanno tuttosport e il monferrato e basta, quindi son riuscito a seguire con molta difficoltà l'affaire noemi-papiberlusconi.
poi son tornato e mi son rimesso a pari e ogni volta che penso che la moglie del presidente del consiglio abbia chiesto il divorzio perché ha dato apertamente al sunnominato pres. del cons. del semi-pedofilo, mi vien da fare un po' un salto sulla sedia. (va bene il complotto delle gazzette di sinistra, va bene tutto, però in sostanza gli ha detto che si chiava le minorenni, cacchio, trac, salto sulla sedia).

quello che però non capisco è 'sta storia del consenso, cioè, lui dice che prima il 75% erano dalla sua parte/avevano fiducia in lui e che dopo l'affaire noemi-papi la percentuale è salita al 77%. ora, di questo passo al 100% fra quanto ci si arriva? un mesetto? ecco, quello che non capisco è: una volta arrivato al 100% cosa succede? si infrangono le leggi della matematica, si abbatte la soglia del 100%? son cose importanti da sapere, tutto il resto già si sa: se va bene bella lì, sennò sobillamenti delle gazzette comuniste.

io per il resto tuttoapposto.

Postato da: senzaidee a 17:52 | link | commenti (5)

giovedì, 30 aprile 2009

ridi roma, ridi amore
dice il telegiornale
che la fine si avvicina
io m'invento un gran finale

la strimpello alla chitarra e viene bene, due giorni fa s'è deciso di andare a roma, ieri ci siamo ricordati del concertone, magari lo sfioreremo. i miei itinerari romani son sempre un po' sui generis. ieri sera ho visto generazione mille euro e un po' mi sono rivisto in quel protagonista lì, laurea, dottorato, ricerca, precariato o disoccupazione, stiamo sempre sul chi va là, sul chi vive. sai quanto cazzo me ne frega delle veline di berlusconi, di quella che lo chiama "papi"? me ne frega nella misura della pena che provo per lei. tanta? troppa? troppo poca?
oggi un altro matrimonio, niente caciara, aspetterò solo che passi: lasciarsi scorrere il tempo addosso, sentirselo scivolare lungo la schiena come una goccia di sudore in un pomeriggio d'estate. il cielo azzurro sembrava un miraggio ed è qua. ieri è arrivato il giudizio sulla tesi, sembra quasi che io sia una persona seria e molto preparata: ottimo di qui, esaustivo di là, unanimemente di su, originale di giù. mecojoni.
non mi serve una leva, porca troia, lasciatemi solo sputare sulle mani e poi questa mia minuscola parte di mondo ve la sollevo e vi faccio vedere. checcazzo. sarà sufficiente scrollarmi di dosso la pigrizia, l'insicurezza, questo bamboccismo che te lo ficcano in testa che sei un bamboccione e in realtà un cazzo. bamboccioni ci sarete voi vecchi di merda che guidate col cappello e il culo dalla poltrona non lo muovete mai. e io sono il re della retorica, yeah.

la cosa bella, la cosa bella e importante, è dormire in due in una piazza sola, sapendo di avere un letto matrimoniale a disposizione.

ridi roma, godi amore
nonostante il temporale,
metto i panni ad asciugare,
piango roma, ti fa bene...

Postato da: senzaidee a 11:22 | link | commenti (3)

lunedì, 27 aprile 2009

le settimane, quando iniziano a cazzo, poi è un po' difficile riuscire a raddrizzarle. quindi la scorsa è iniziata un po' alla cazzo ed è finita un po' idem.
avrei un sacco di robe da scrivere. tipo che la pioggia che ha veramente sfrangato le palle, che qualcosa a livello lavorativo che si muove, che stamattina sono andato per la prima volta dal veterinario (no, non per farmi visitare). o potrei scrivere le solite invettive contro la sindrome pre mestruale che non so la vostra, ma quella che mi sorbisco io è sempre high level o ancora contro i libri presentati come cult e che scrivono sempre la stessa storia e sbagliano pure le consecutio temporum. oppure di un libro di mille e rotte pagine che leggo da sei mesi (3-4 pagine al giorno) e sono a metà ma che, a parte qualche caduta sul mieloso e su quelle che chiamo "metafore a tutti i costi" di falettiana memoria, è pieno di spunti, fatti, azioni, sentimenti, insomma, quelle robe che ti fanno chiudere gli occhi e sognare una vita così.
potrei scrivere di tutto questo ma non lo farò perché dopo il manifesto elettorale che ho visto stamattina niente può avere lo stesso senso. spiego brevemente: elezioni provinciali, camioncino con manifesti gira per la città, lo slogan del presidente uscente (che in teoria parte avvantaggiato ma essendo un ectoplasma appartenente a uno schieramento etcoplasmatico, passerà il testimone all'ennesimo forzitaliota per la serie dalla padella nella brace) è il seguente

NOVELLE CUISINE? NO, GRAZIE, IO PREFERISCO LA PANISCIA.

su uno slogan del genere potrei pigiare tasti ancora per ore, ma devo andare a fare delle commissioni. per chi si chiedesse cos'è la paniscia, ecco un link esplicativo. ho visto cose che voi umani...

Postato da: senzaidee a 16:51 | link | commenti (3)

giovedì, 23 aprile 2009

tramite i soliti giri di tumblr in cui ogni tanto mi perdo mi sono imbattuto in un post di commento a x-factor. mia madre credo sia una delle aficionadas maggiori del suddetto programma, ma tipo dalla prima puntata della prima serie quando lo guardavano lei, il marito della maionchi e qualche parente a caso dei concorrenti. premesso questo che non c'entra nulla con quello che voglio dire, io di x-factor non ho visto mezza puntata, ma non per gli stessi fattori snobistici e di oggettiva riluttanza intellettuale che mi portano a non guardare altri reality genere grande fratello o isole varie. no, è che in tv mi capita solo di guardare colorado cafè (ché mi piace quella comicità fatta di battute idiotissime, mentre per quello stesso snobismo da presunto fighetto indie di cui sopra, il nazionalpopolarismo di zelig mi spacca un po' le balle) e nient'altro. e neanche questo c'entra una mazza con quello che volevo dire.
quello che volevo dire è che mi sono andato a vedere uno dei filmati di questi cantanti di x-factor, di una ragazza che cantava "la costruzione di un amore" di fossati e, vedendolo, sono un po' saltato sulla sedia e ho pensato "porcocazzo". cioè, questi non solo tagliano le canzoni, ma gli cambiano pure le parole. che già tagliare una canzone come quella è come vedere il trailer di un film e poi pensare di aver visto tutto il film, ma perché cambiare le parole? ha improvvisato lei che non si ricordava più il testo o è stata una subdola operazione per far girare i coglioni ai piccoli fans di quella canzone?
poi un'altra roba che mi ha fatto dire "porcocazzo" è stato il mio capo che, scrivendomi un sms (ci scambiamo gli sms come i giovinotti), ha usato la ics (x) al posto del "per". che non so se è avanti lui che ai miei occhi ha sdoganato la ics (x) o io che sono ancora ancorato al "per" scritto per esteso.
l'ultima cosa che mi ha fatto dire "porcocazzo" sono stati i manifesti del pd, già presi per il culo da chiunque, ovunque e in ogni salsa. quelli dove ci sono dei poveri cristi che spingono via delle parole brutte. che uno si immagina le parole brutte associate al pd e non dovrebbe essere così e si immagina pure un sacco di emorroidi che assediano questi tipi che stanno tutto il giorno a spingere questi paroloni brutti. tipo aaaaaahhhhh e poi trac, emorroidi per lo sforzo, che più che un manifesto elettorale andrebbe bene come spot per l'emorril crema. li ho visti per la prima volta alla stazione di venezia sabato scorso, all'inizio pensavo fosse una di quelle campagne che fanno ogni tanto così, tanto per ricordare che in teoria esiste qualcosa oltre al berlusca belzebù, e invece poi mi son ricordato che quella è una campagna elettorale. e allora niente, ho pensato di nuovo "porcocazzo" e fatto un sospiro lungo così, tipo che non è ancora finito adesso da sabato scorso.

Postato da: senzaidee a 13:40 | link | commenti (7)

lunedì, 20 aprile 2009

dottorato

 

 

 

 

 

 

 

 dunque, sono andato lì ed ero l'ultimo di sei. ho pensato "questi son romani, chissà come la tirano in lungo". invece no, due ore e toccava a me, a quello prima gli avevano fatto giustamente il culo. io ho pensato "adesso ve lo spacco io il culo". e bon, poi non c'è stato bisogno di alcuno spargimenti di sangue, anzi. teste che annuivano, domande interessate, quasi m'è spiaciuto finire relativamente in fretta, come spesso in questi casi. poi ancora si son sperticati in elogi, persino eccessivi. le cose più difficili per uno che s'è appena addottorato sono due: 1- rispondere alla domanda "e adesso come ti devo chiamare? dottor dottorato?" (non lo so, non ci si chiama in nessuna maniera nuova, credo); 2- spiegare a cosa serve un dottorato.
fuori doveva piovere e invece c'era il sole e il golfo dall'alto del castello era bellissimo. c'era un vento leggero e caldo di cose buone, una specie di annuncio di serenità, un vento che fa girare la pagina esattamente quando hai finito di leggere l'ultima riga. ed è proprio questa la sensazione: voltiamo pagina e vediamo un po' cosa succede. la curiosità è sempre desta e presente.
e anche il giorno dopo doveva piovere e c'era il sole e venezia era bellissima. camminando ogni tanto lasciavo la sua mano solo per la sensazione della sua mano che tornava a cercare la mia. che non so se mi sono spiegato ma è una cosa bellissima. e ho ricevuto un po' di telefonate di congratulazioni e bevuto gli spritz nel ghetto e fatto più volte all'amore in una camera minuscola ma carina dell'hotel capri a venezia. e lei non ci credeva che un anno fa ero andato lì da solo e ripeteva con gli occhi furbetti "tumenti tumenti tumenti" e io canticchiavo la canzone dei cccp.
sui foglietti e con le matite degli hotel le scrivo rime stupide tipo "o ragazza dai capelli ricci, dammela! perché non ti spicci?", lei ride, mi dice che sono un cretino e me la dà. son cose belle e ci si diverte, mi sembra di stare in quella canzone di rino gaetano che mi piace moltissimo cogli la mia sera d'aprile, scrivevo parole faceva all'amore. stamattina l'impiegata delle poste nel darmi la raccomandata di una vecchia multa ha visto la foto sulla carta d'identità e ha detto "che bella", "riferirò" le ho risposto. 37 euro, pensavamo peggio. va tutto bene.

Postato da: senzaidee a 15:32 | link | commenti (5)

mercoledì, 15 aprile 2009

scrivo da un computer nuovo che non ci vogliono dieci minuti prima che si accenda e sul quale faccio molti errori di battitura.
venerdì sera ero sdraiato su un materasso ad acqua dopo essere passato dall'hammam e dalla sauna di fieno e da una piscina all'aperto col tramonto e la corrente che tu stai col tuo salamone di plastica al collo e questa ti fa fare dei giri che finché giri, appunto, te ne sbatti i coglioni di tutto il resto. dunque, mentre ero sul materasso ad acqua, con un altro paio di gambe intrecciate alle mie, pensavo che non c'è mai abbastanza tempo per fare abbastanza. non c'è mai abbastanza tempo per fare tutte le saune o leggere tutti i romanzi che uno vorrebbe, non c'è mai abbastanza tempo per tutti gli amplessi che uno si meriterebbe o per correre tutti gli allenamenti di cui abbisogneremmo nei giorni dopo le feste.
in questi giorni son pieno di questi pensieri stupidi che mi fanno perdere quel poco di tempo che dovrei investire in altro, forse. ma va bene così.
il matrimonio è andato bene ed è stato anche abbastanza tranquillo, quando siamo arrivati davanti alla chiesa ho visto questo omone con la camicia rosa sbottonata, la collana, l'aria scazzata e la faccia da camorrista e ho detto "vorrei tanto essere vicino a lui a pranzo". detto fatto, un paio d'ore più tardi eravamo seduti di fianco a tavola. alla fine però lui è stata una mezza delusione: al secondo giro di ricarica di bianco ha detto che voleva bere poco. s'è ripreso sul finale, verso le 8 di sera, tracannandosi una boccia quasi da solo. sfortunatamente ha iniziato a litigare rumorosamente con suocera e moglie o non so chicazzo solo quando stavamo andando via. comunque, in generale, poca caciara, solo quel centinaio di canzoni napoletane chitarra violino percussioni, niente di che, solite maruzzella e malafemmena, non mi hanno neanche fatto munastero 'e santa chiara, tengo ' core scuro scuro (che poi non so perché quando me la canticchio dico sempre "niro niro" invece che "scuro scuro", son proprio un polentone del cazzo).
insomma, niente litigi di rilievo (a parte quell'incipit di cui sopra), bicchieri che volavano, alzate di voci e di scudi. tutto nella norma, anche il pranzo che dura quelle 7 ore che devi in qualche modo riempire sfilandole le autoreggenti da sotto la tovaglia, andando a fare sesso in bagno, facendo quella dozzina di passeggiate nel giardino zen.
a 'sto giro mi sa che abbiamo avuto anche l'origliatore, visto che durante una delle tappe in bagno (pulitissimi, grazie a iddio), abbiamo sentito chiaramente entrare qualcuno nella porta di fianco e fermarsi lì a non fare nulla (né roba grossa né roba piccola, tanto per usare un eufemismo). semplicemente ci ha sgamati e s'è messo lì ad ascoltare e allora ascolta, bellomio, se ti piace tanto. il gioco divertente è stato poi cercare di capire chi fosse l'origliatore. mica ci siamo riusciti vè.
visto che non credo domani scriverò, metto qui una vignetta di daw che ritengo benaugurante. venerdì, venerdì 17, bando alle ciance e alla scaramanzia, credo anch'io sarà un ottimo giorno per conseguire il dottorato.

poichehoildottorato

 

 

 

 

 

 

 

 è una settimana circa che ogni giorno mi ripeto mentalmente l'esposizione mentre aspetto che esca dal lavoro. abbasso la radio col volume al minimo, slaccio la cintura e inizio a parlottare da solo che sembra stia recitando una litania. mi ricordo anche la successione precisa delle slides. lei arriva sempre quando ne mancano due o tre alla fine. spero di non andare in confusione sul finale poco ripassato. un bacio a tutti, anche a quelli con cui non mi faccio vivo da un po'. vi penso tutti i giorni ed è la verità, da lunedì torno in vita per l'ennesima volta, sappiatelo.

Postato da: senzaidee a 12:18 | link | commenti (17)

giovedì, 09 aprile 2009

ogni tanto mi spuntano dei lividi che non so dove me li posso essere procurati. ascolto james brown e vecchi cd di canzoni miste, tipo che viene fuori un pout pourri di ricordi. è come se non avessi più opinioni, su nulla, e questa incertezza costituisse la pietra angolare di una nuova e piena consapevolezza.
per anni ho rifuggito le storie normali, quelli in cui ti vedi tutti i giorni e la distanza che vi separa è sempre percorribile a piedi, massimo in bicicletta. pensavo fosse l'angoscia, il senso di soffocamento che mi prendeva a ripensarmi in una situazione del genere. niente di tutto questo. alla fin dei conti, per il discorso di cui al primo paragrafo, non so bene perché le rifuggissi. forse perché una storia normale presuppone il fatto di essere immersi nel ciclo femminile mensile. checché se ne dica, lo sforzo più grosso da fare, per ogni maschio che si avvicini all'universo donna e voglia cercare un minimo di capirlo, è quello di cercare di entrare e farsi avvolgere senza sbarellare dagli andamenti di ovulazioni e sindromi premestruali e sbalzi ormonali che una volta chiamavano "isteria" e adesso boh.
quand'ero via, per il poco tempo che sono stato via, mi piaceva scrivermi la lista della spesa. mi dava un senso di ordine e di testa sulle spalle che mi confortava. cinque minuti fa ho scritto una lista della spesa dopo mesi e mesi e mesi che non ne facevo una. poi ho spedito un sms-invito per un aperitivo e cena casalinghi per azzerare i pensieri e rigenerare il corpo. vaso, ghiaccio, gelato, prosecco sono le prime tre voci; dado, cipolla, riso le ultime tre.
che dio ce la mandi buona e che anche le urla di james brown ci aiutino.

comunque devo dire che non avevo mai comprato un uovo di pasqua e mi sono stupito di quanto siano costosi. cioè, se non ricordo male i panettoni son molto più economici: ci son rimasto male davvero.

Postato da: senzaidee a 16:57 | link | commenti (6)

 
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